Dopo il singolo Settembre, Colonne torna con un nuovo brano intitolato Londra, fuori giovedì 30 novembre 2023. La canzone sarà presente su un EP d’esordio in arrivo a inizio 2024, ed è accompagnata da un video verticale pubblicato fra i reel di Instagram. Così come per i brani precedenti, anche su Londra l’artista prosegue la propria personale esplorazione di un sound che fonde elementi dell’emo/pop punk anglosassone con l’indie nostrano: ne risulta una canzone ricca di saliscendi sonori ed emotivi, capace di alternare momenti particolarmente intensi a pause d’aria più riflessive e intime, sempre con una certa malinconia di fondo.
“Pensate al vostro film preferito, quello in cui vivreste se ce ne fosse la possibilità: questa è Londra per me”, spiega Colonne a proposito del brano. “Arrivo in città e il mio film inizia, e come sul grande schermo, succedono cose che non vedresti mai nella vita normale, o almeno nella mia. E così sogno, realizzo che niente alla fine è impossible. La città sogna insieme a me e mi trascina per le sue strade, dove mi perdo. Purtroppo ogni film ha una fine e il mio finisce con me che torno a casa. La mia abilità di sognare però resta, e la devo tutta a questa città. Fare il video che accompagna questa canzone è stata la scusa perfetta per tornarci!”
si autorizza utilizzo per trasmissione radiofonica
Autore e compositore: Andrea Daniele Artwork: Anna Burke Wulfson
BIO
Colonne è il progetto solista di Andrea Daniele. Con un sound influenzato da ciò che ha ascoltato e amato negli anni, anche il nome del progetto è un omaggio a un luogo che è stato negli anni testimone dei vari capitoli nel suo percorso da musicista, specialmente nelle band sittingthesummerout e Cold Hands, Warm Hearts. Dall’amore per la scena alternative/emo americana dei primi anni 2000 alla riscoperta dell’indie italiano dell’ultimo decennio in tutte le sue sfaccettature, Colonne è un’espressione fresca e unica di queste influenze, che si mescolano in un sound singolare.
Fuori da venerdì 1 dicembre 2023 “Frammenti”, il primo singolo del nuovo album degli Aidaprodotto da Francesco Pellegrini degli Zen Circus. Energico, schitarrato, vivace, strizza l’occhio al garage rock britannico anni 2000, con un coro istintivo e orecchiabile. Nel testo, in italiano, si cerca di dare una soluzione a quella sensazione di schiacciamento e di frammentarietà che spesso avvertiamo nella quotidianità. Da urlare e cantare tutti insieme.
“Per quanto ci riguarda, proviamo sempre a ritagliarci uno spazio solo nostro di immaginazione in cui poterci rifugiare in attesa che ciò che desideriamo possa arrivare o, molto più semplicemente, che in quel cielo sopra di noi che sembra schiacciarci e divorarci torni il sereno.”
Autore testo: Samuele Maria Giambalvo Dal Ben Compositori: Samuele Maria Giambalvo Dal Ben, Andrea Orlandi, Lorenzo Spinelli, Andrea Cerrone Produzione: Francesco Pellegrini Mix: Luigi Tarquini Master: Niccolò Caldini
Voce: Samuele Maria Giambalvo Dal Ben Cori: Samuele Maria Giambalvo Dal Ben, Andrea Orlandi, Lorenzo Spinelli Chitarra solista: Lorenzo Spinelli Chitarra accompagnamento: Samuele Maria Giambalvo Dal Ben Basso: Andrea Orlandi Batteria: Andrea Cerrone Synth: Luigi Tarquini
BIO:
Gli Aida, nascono dall’amicizia di tre giovani fiorentini: Samuele, Andrea e Andrea. All’esordio, nemmeno ventenni, partecipano al Rock Contest di Controradio e la formazione viene poi arricchita dall’ingresso di Lorenzo. Nell’estate 2022 vincono il contest RockUnMonte e suonano live in un mini tour di 16 date sparse fra Toscana, Emilia Romagna e Lombardia: tra i tanti palchi anche Arci Bellezza di Milano e Teatro Romano di Fiesole (Fi). A cavallo tra 2021 e 2022 hanno pubblicato 4 singoli con Black Candy, storica etichetta fiorentina, uno dei quali (“Papaveri” nds) è stata in rotazione per più di un mese in due playlist editoriali di Spotify: RockItalia e Scuola Indie. “Frammenti”è il primo estratto del primo album della band Aida, che vede coinvolto Francesco “Maestro” Pellegrini in veste di produttore artistico.
Fuori da venerdì 1 dicembre 2023 per Bloos Records“Arnold Wolf”, il nuovo singolo degli I Shot a Man. Dopo il successo di pubblico e critica del primo disco, “Gunbender”, il trio torinese si è lavato la faccia nel Mississippi ed è tornato in studio per partorire un nuovo album. “Arnold Wolf” è il primo singolo estratto, e suona “come se appoggiassi l’orecchio al cono dell’amplificatore”.
“Arnold Wolf” è prodotto da Manuel Volpe Registrato/mixato/masterizzato da Manuel Volpe @ Rubedo Recordings, Torino IT
Arnold Wolf è un ex pugile. Ha sessant’anni, è un uomo all’antica, dice. È eccessivo, sembra uscito da un film degli anni ‘70. Nella palestra in cui una nuova generazione di atleti si allena, Arnold ride di sé, mentre sprona le ragazze e i ragazzi con i suoi comandamenti: un vero pugile beve aceto a colazione! “Ero un giovane promettente, adesso sono vecchio, fuori forma e pelato, ma sollevo ancora dieci chili più di voi! Ho il veleno per topi nelle vene, la mia benzina sono le proteine e la nicotina.”
“Insieme a Manuel Volpe, che ha curato la produzione artistica del disco, abbiamo cercato di restituire l’impressione di qualcosa che ha i piedi ben piantati per terra, qualcosa di pesante, che procede lentamente ma in modo ritmico, come una pulsazione. Volevamo realizzare un video sul pugilato, ma che fosse in contrasto con i luoghi comuni che ancora sopravvivono in quell’immaginario. Abbiamo incontrato Grace, una ragazza di 25 anni, universitaria, che si allena e combatte per una palestra popolare nella sua Torino. Un luogo che fa dell’impegno civile e politico la sua bandiera.”
BIO:
Gli I Shot a Man nascono nel 2014, dall’ostinazione di riprendere il blues dalle origini e suonarlo come se fosse nato oggi. Il risultato è un suono essenziale, incompleto, non rifinito, vicino al mondo in cui il blues è nato, quando gli strumenti erano pochi e arrugginiti, ma in mezzo a quella ferraglia riuscivano a nascere melodie così pure da diventare universali. L’assenza del basso li costringe a inventare arrangiamenti nuovi, a ripensare la ritmica in un dialogo costante tra le percussioni e un fingerpicking vecchio di cent’anni.
FORMAZIONE: Domenico De Fazio, chitarre elettriche, resofoniche, cori Manuel Peluso, voce principale, chitarra elettrica, acustica Simone Pozzi, batteria, percussioni, cori
Dopo i primi anni di studio, la band inizia il suo viaggio nei migliori club italiani, guadagnandosi l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori nel panorama blues italiano. Nel 2018 la band apre il concerto degli Animals, al Torrita Blues Festival. Nel 2019 è la band di supporto di Keb Mo al Deltablues Festival di Rovigo. Nel 2019 viene inciso il primo album in studio, “Gunbender”. Il disco è registrato in presa diretta su nastro magnetico presso Rubedo Recordings, a Torino. L’uscita di “Gunbender” è accolta con grande calore dal pubblico e dagli addetti ai lavori: le più influenti testate musicali italiane recensiscono con grande entusiasmo il lavoro della band.
Nel 2020 gli I Shot a Man vinconole selezioni italiane dell’International Blues Challenge, aggiudicandosi la possibilità di rappresentare l’Italia durante le finali internazionali di Memphis nel 2022. Nel Maggio 2022 la band si esibisce a Memphis, nei locali della storica Beale Street. Segue un lungo viaggio nel sud degli Stati Uniti, alla ricerca dei luoghi di origine del blues, tra jam sessions, live improvvisati, Juke Joint, pistole e la pelle d’oca delle messe battiste del Mississippi. Al ritorno dagli USA, la band torna in studio. Il lavoro si presenta come una sfida: unire le tante influenze diverse, e suonare un nuovo blues come se fosse sempre stato lì, nascosto da qualche parte.
“La ricerca ci ha spinto a cercare di interiorizzare i generi a cui ci siamo avvicinati, per non imitarli, ma spogliarli e mescolarli tra loro”.
Al suono marcatamente delta del primo album, si aggiungono ritmi che dal moderno desert blues africano arrivano a ossessivi Hill Country Blues, suoni della scena di Nashville coi suoi Black Keys e Jack White, ma anche arie di New Orleans, e tinte di soul anni ‘70.
“Il blues è la prima musica che si prova a strimpellare quando si prende una chitarra in mano, ma è l’ultima che si impara a suonare davvero, e a volte non basta una vita. Ci piace dire che tutta questa storia è stata una pessima idea, perchè quando si decide di suonare blues significa che da qualche parte qualcosa è andato storto, che c’è qualche conto in sospeso con la vita.”
“paranormale che” è il nuovo singolo di chesma, in uscita dopo “ventidue” per Takabisha Dischi / Talentoliquido. Una ventata di malinconia e chitarre riverberate fanno da sfondo a questa dolce dedica di chesma immersa totalmente in questo bedroom pop misto a dream pop. L’indie di chesma prende piena forma in un brano che, oltre a essere una tenera carezza, racconta di tutti quei momenti della quotidianità con la persona che si ama e di come anche i momenti più bui possono diventare belli con dei piccoli gesti quando c’è qualcuno accanto a noi pronto a darci sollievo.
Testo e musica – Marta Adducci Prod – rebtheprod Fuori per Talentoliquido e Takabisha Dischi in distribuzione Believe Mix e Master – Roberto Proietti Cignitti Foto – Samuele Mulas
BIO:
chesma, classe ’96, “l’artista precedentemente conosciuta come madi“, canta un urban pop dalle venature indie. Dopo “Non so spiegarti questa cosa che“ e “ventidue“, il suo secondo singolo in collaborazione con nudda, che le porta numerose approvazioni editoriali sulle piattaforme di digital streaming e la copertina di “Scuola Indie” su Spotify, “paranormale che” è il suo terzo singolo in uscita il 17 novembre 2023.
Fuori dal 23 novembre “No Escape From You”, il nuovo singolo di Federico Cacciatori. Il brano seguendo la filosofia dei precedenti lavori non uscirà sulle piattaforme digitali, solo su Youtube e sarà scaricabile dal sito ufficiale dell’artista.
Federico Cacciatori sceglie una strategia diversa dal solito mettendo al primo posto la musica e non i numeri. “No Escape From You” mescola melodie elettroniche con un pop sognante ed etereo. Un viaggio attraverso la psiche umana accompagnato da una delicata voce femminile.
Si può scappare da tutto, ma non da se stessi. Questo è il concetto attraverso cui ruota il brano.
“Paradossalmente si può scappare da tutto e da tutti. Dalle regole, dagli ostacoli, dal lavoro, dalla famiglia, dalla scuola. Si può fuggire dalla paura ed ancora, dalla solitudine, dall’insicurezza, dal vuoto. Si può scappare persino dalla gioia dal godimento e dall’amore. Ma una cosa che non riusciremo
mai a compiere, è proprio la fuga dalla propria storia e dalle tante verità in essa nascoste. Prima o poi, si presenteranno a noi, prima o poi, dovremo farci i conti. Non si può scappare dalla propria storia né da sé stessi. Questa canzone è proprio un invito a non fuggire da ciò che siamo, Se da chi non ci è gradito possiamo prendere le distanze, da noi stessi è risolutamente inconcepibile”, così Federico descrive il proprio brano.
Federico Cacciatori è un artista che ama la musica e la sperimentazione. Dopo una lunga gavetta, passata al servizio di gruppi e artisti come batterista Esordisce nel 2020 con il suo primo disco strumentale “Moments From space”.
Una mente creativa che non si ferma mai così nel 2021 pubblica il singolo “Veste di colori”. Il brano ottiene un “Boom digitale” piazzandosi #15 nelle novità più interessanti in canzoni di Amazon Music.
Il 2022 si apre con “Punti Fermi”, un singolo in stile anni 80 ed i sinth di derivazione new-age. Per un pò di mesi si ritira in studio. Incide diversi prodotti e il primo che pubblica è “Mondo virtuale”. Nello stesso anno presenta “Il riflesso che dominerò”, primo brano in cui si avvale di una voce femminile.
Federico si butta in una nuova avventura con il suo secondo album “La mia visione del mondo” che scardinando tutte le regole del mainstream non viene pubblicato sulle piattaforme digitali. L’album è scaricabile e ascoltabile dal sito ufficiale dell’artista. Nonostante questa scelta curiosa ottiene un ottimo riscontro dal pubblico rafforzando ancora di più la sua fanbase.
Nel 2023 parte il progetto “FC LIVE” che permette a Federico di portare la propria visione su diversi palchi. I suoi concerti sono una fusione unica tra la potenza della batteria acustica e l’innovazione della musica elettronica.
Il 23 novembre dello stesso anno esce anche il suo nuovo singolo “No escape from you”, brano sempre accompagnato da una voce femminile e non presente sulle piattaforme digitali.
I Five Sides presentano il nuovo brano “Tutto a puttane”, disponibile su tutti i digital store dal 24 novembre. Chitarre ancora più rock per raccontare la paura di provare ancora e fallire.
I pensieri si trasformano in una zavorra che ci impedisce di volare. Un peso che ci tiene a terra quando vorremo solo lasciarci andare e buttarci in nuove situazioni senza gli errori del passato. I Five Sides tornano a indagare mente e pensieri con un singolo dal forte impatto emotivo.
“Accettarsi è il primo passo per essere accettati. “Tutto a puttane” si riferisce a quelle volte in cui ci rifugiamo negli errori e mascheriamo quello che portiamo dentro per paura di non essere compresi, allontanando di fatto le persone a cui teniamo.
È un meccanismo di difesa che ci fa stare bene momentaneamente, mostrando la sua scia distruttiva nei momenti in cui siamo più fragili e i pensieri prendono il sopravvento.
Proprio in queste difficoltà dovremmo essere in grado di abbassare il filtro che ci protegge e aprirci a chi vogliamo bene, ma il timore di esser feriti di nuovo edifica un muro di diffidenza verso chiunque. Mostrarci per quello che siamo è sempre difficile, se non siamo noi i primi a riuscire a convivere con noi stessi”, così la band descrive il proprio singolo.
I Five Sides nascono nel 2018, tra Rimini e San Marino, dalla mente di Elia, Andrea, Luca e Stefano. Un inizio old style tra risate in sala prove, prime registrazioni e primi concerti. Una band, ma soprattutto un gruppo di amici uniti dalla forte passione per la musica.
Le sonorità che li caratterizzano spaziano molto tra indie-rock e pop punk, con un’impronta post-grunge che deriva dai primi anni della formazione e qualche sfumatura blues.
Nel corso dell’ultimo anno la band assume un sound più leggero e ricercato, con testi in italiano. Il nuovo materiale li porta ad essere selezionati tra i semifinalisti del Primo Maggio Roma. Dopo l’uscita del doppio singolo IMDMP/COFFEE-SHOP si esibiscono tra Umbria, Marche ed Emilia-Romagna (We Make Future – Rimini, Antifestival – Trevi), aprendo ad artisti come Bugo e Frankie Hi-Nrg Mc.
Da metà 2023, attraverso nuove collaborazioni, inizia la produzione e la programmazione del primo vero album della band, anticipato da “Panic Room” e “Tutto a puttane”.
É in uscita venerdì 1 dicembre 2023 il nuovo album del poliedrico compositore e musicista Alessandro Fedrigo, un nuovo capitolo dal titolo “Mutaforma” è già anticipato dal singolo “Elegia“. Il disco, pubblicato per l’etichetta Record Y, che suonava come una preghiera, di una confessione o di una meditazione. Improvvisando, Alessandro ha inventato alcune semplici melodie, squassate da un un ambiente elettronico inquietante.
“Mutaforma” invece rispecchia il modo di Alessandro Fedrigo di immaginare la musica, in continuo cambiamento, in questo disco ha infatti attraversato alcuni nuovi scenari con un basso dal suono cangiante, mutevole.
BIO:
Bassista, compositore, improvvisatore, Alessandro Fedrigo ha suonato nei più importanti festival di jazz italiani e ha effettuato tournée in Usa, Canada, Germania, Austria, Finlandia, Polonia, Estonia, Ungheria, Olanda, Slovenia, Croazia, Inghilterra, Svizzera, Serbia, Lussemburgo. Durante la sua lunga attività artistica ha registrato oltre 30 cd con varie formazioni collaborando con artisti quali Amir ElSaffar, Samuel Blaser, Francois Huole, Tony Scott, Jimmy Weinstein, Chris Hunter, Ben Monder, Robert Wyatt, Elliot Zigmund, Ferenc Nemeth.
É co leader con Nicola Fazzini di XYQuartet, con questa formazione ha registrato cinque cd in dieci anni di attività ed è stato votato dalla critica specializzata della rivista “Musica Jazz” come secondo miglior gruppo italiano nel 2014 e nel 2017.
É il fondatore dell’etichetta discografica nusica.org e direttore artistico della rassegna di concerti SILE JAZZ che si tiene d’estate a Treviso.
Torna il poliedrico compositore e musicista, reduce dalla pubblicazione del suo album “Onda M“, con un nuovo capitolo dal titolo “Elegia“, un singolo pubblicato da venerdì 17 novembre 2023per l’etichetta Record Y. L’atmosfera è quella di una preghiera, di una confessione o di una meditazione. Improvvisando, Alessandro ha inventato alcune semplici melodie, squassate da un un ambiente elettronico inquietante. Ha agito in modo molto intuitivo e poco premeditato. É uscito un pezzo grezzo, monastico.
“Elegia” anticipa un album in uscita venerdì 1 dicembre 2023 dal titolo “MutaForma“.
Bassista, compositore, improvvisatore, Alessandro Fedrigo ha suonato nei più importanti festival di jazz italiani e ha effettuato tournée in Usa, Canada, Germania, Austria, Finlandia, Polonia, Estonia, Ungheria, Olanda, Slovenia, Croazia, Inghilterra, Svizzera, Serbia, Lussemburgo. Durante la sua lunga attività artistica ha registrato oltre 30 cd con varie formazioni collaborando con artisti quali Amir ElSaffar, Samuel Blaser, Francois Huole, Tony Scott, Jimmy Weinstein, Chris Hunter, Ben Monder, Robert Wyatt, Elliot Zigmund, Ferenc Nemeth.
É co leader con Nicola Fazzini di XYQuartet, con questa formazione ha registrato cinque cd in dieci anni di attività ed è stato votato dalla critica specializzata della rivista “Musica Jazz” come secondo miglior gruppo italiano nel 2014 e nel 2017.
É il fondatore dell’etichetta discografica nusica.org e direttore artistico della rassegna di concerti SILE JAZZ che si tiene d’estate a Treviso.
Il brano “I’m calling you” del songwriter Henry Beckett, è stato scelto per la colonna sonora della miniserie televisiva RAI “Per Elisa – Il caso Claps“. La serie, in programma su RAI 1, vanta la regia di Marco Pontecorvo, ed è basata sul libro del giornalista e scrittore britannico Tobias Jones (edito Il Saggiatore) e realizzata con la consulenza della famiglia Claps.
Il brano, che fa da sfondo a una toccante scena sul finale della quarta puntata, andata in onda martedì 31 ottobre 2023, è parte del primo album di Henry Beckett “Riding Monsters“, pubblicato a marzo 2023.
Nove tracce che solcano le onde del suo universo introspettivo e profondo. I testi dei brani hanno una forte ispirazione autobiografica e delineano un chiaro ritratto della personalità del cantautore “milanese ma di anima americana”. Henry è alla ricerca del suo posto nel mondo ed è in lotta costante con le difficoltà che fanno da freno al raggiungimento dei suoi obiettivi. Nonostante questo, in brani come “Riding Monsters”, “Some People Get Lost” o “Blackbird” ciò che viene messo più in luce non è la frustrazione dovuta ai numerosi ostacoli, ma la voglia di conoscersi anche attraverso tali difficoltà in modo da familiarizzare con esse per trasformarle in qualcosa di positivo per sé. Vince dunque la forza e la voglia di rialzarsi sempre, combattendo il più possibile contro la rassegnazione e il senso di impotenza che spesso ci portano a rimanere seduti ad aspettare che sia il caso a spostare i nostri binari sul tracciato giusto. È proprio questo il pensiero che viene rappresentato nella foto di copertina, in cui primeggia, appunto, il bisogno di reagire prendendo il controllo degli eventi.
Musicalmente, nell’intero viaggio di “Riding Monsters”, Henry Beckett rimane fedele alla tradizione americana dell’alternative-rock e, in generale, al mondo anglofono cantautorale, portando l’ascoltatore ad immergersi in spazi sconfinati colorati da chitarre riverberate e dalla sua voce calda e sognante.
“Riding Monsters è stato per me un monte altissimo che ho dovuto scalare piano piano e con tanta pazienza. Ora sono sulla vetta di questo traguardo e da qui vedo finalmente tutte le altre cime che vorrò raggiungere. Quindi per me questo è di fatto l’inizio di un viaggio che penso non vorrò mai terminare.”
Henry Beckett è un cantautore italiano nato a Milano, ma di anima americana. È proprio il mondo dell’alternative rock, tinto da chitarre riverberate e atmosfere d’oltreoceano, ad averlo attirato verso la musica e ispirato a comporre i suoi pezzi.
Nel 2017 autoproduce il suo EP di esordio “Heights”, che presenta nello stesso anno al MI AMI Festival di Milano. In questo primo lavoro emerge una sensibilità profonda, intima e romantica, contornata allo stesso tempo da sfumature più tenebrose proprie di una personalità irrequieta quanto riflessiva. Nel 2019 Henry avvia la produzione di un album di 9 brani inediti, intitolato “Riding Monsters”.
In questo introspettivo nuovo viaggio, il suo sguardo rimane rivolto verso il panorama artistico del cantautorato americano (Bruce Springsteen, Ryan Adams, Jonathan Wilson). Henry Beckett accompagna dolcemente l’ascoltatore in un immaginario fatto di viaggi on the road, lungo sconfinate autostrade circondate dal deserto o bagnate dalle coste. Lo spirito sognatore del cantautore milanese riecheggia in ogni brano, ma è ora plasmato da una maggiore maturità e consapevolezza. I testi parlano di passati amori, di crescita e di ricerca, attraverso i quali l’artista si interroga sul proprio futuro e sulla direzione da dargli. Dopo un lungo periodo di silenzio a seguito della pandemia, Henry pubblica il nuovo album “Riding Monsters” il 17 marzo 2023.
Label: Cramps Music S.r.l. – info@cramps.it Produced by Raffaele Volpi a.k.a. Henry Beckett and Max Elli All songs written by Raffaele Volpi a.k.a. Henry Beckett All songs published by Cramps Music s.r.l. Photography by Luca Pelucchi Graphic design by Simone Bagnasco Covert art Luca Pelucchi
Tracklist: 1. I’m Calling You 2. Riding Monsters 3. Some People Get Lost 4. Blackbird 5. Safe And Sound 6. In Your Company 7. A Boy Needs To Grow 8. Wires 9. Butterfly
Main vocals: Henry Beckett Backing vocals: Henry Beckett, except for track 1 (Max Elli) Acoustic guitars: Henry Beckett, except for track 5 (Max Elli) Electric guitars: Max Elli Piano and keyboard: Max Elli Bass: Max Elli Drums: Giordano Colombo Percussion: Max Elli in track 9
Recorded at Auditoria Recording Studio and Good Persian Studio by Max Elli and Giordano Colombo Mixed by Max Elli Mastered at Energy Mastering by Pietro Caramelli
É in uscita venerdì 17 novembre 2023 in distribuzione Believe Digital il singolo di debutto del progetto solista di Damon Arabsolgar (attualmente, anche una delle metà dei MOMBAO) dal titolo “Nitida“. Una canzone d’amore scritta durante l’inizio di una separazione, un tentativo inconsapevole di imprimere un’istantanea, lasciare una traccia del sentimento per cui valeva la pena lottare per tenere tutto insieme. Damon si svela così, con questo anticipo di un disco di quella che sarà un’autobiografia musicale, indossando una veste sinora inedita che si compone di fragilità e vulnerabilità sussurrate, lontano dall’immagine impattante a cui ci avevano abituato i Mombao.
Complice l’influenza e l’energia che si respira al Supermoon Studio di Giacomo Carlone (un luogo caro a Damon in cui aveva deciso di traslocare il suo pianoforte su cui aveva scritto tutte le canzoni del disco di prossima uscita) e la collaborazione del musicista e compositore di musica contemporanea Vincenzo Parisi, il primo singolo di Damon Arabsolgar condensa suggestioni che derivano dalle sue esperienze musicali e non, attraversando mondi che sono apparentemente ossimorici come la musica contemporanea, il rock, l’elettronica e il cantautorato folk.
Testo e musica: Damon Arabsolgar Arrangiamento degli archi: Vincenzo Parisi Supervisione dell’arrangiamento: Damon Arabsolgar Registrazione: Giacomo Carlone
Mix: Giacomo Carlone e Damon Arabsolgar Prodotto da Giacomo Carlone e Damon Arabsolgar Pianoforte e voce: Damon Arabsolgar Primo violino: Alessio Cavalazzi Secondo violino: Elisa Cavalazzi Violoncello: Andrea Cavalazzi Pianoforte registrato nel laboratorio Sciurti di Milano, Maggio 2022 Voci registrate fra il laboratorio Sciurti e il Supermoon Studio di Giacomo Carlone Archi registrati da Simone Coen al Riverside Studio, Marzo 2023 Masterizzata da Giovanni Versari
Tra le influenze di “Nitida” troviamo anche Sakamoto, Radiohead, Warren Ellis e Nick Cave e Daniel Blumberg mentre l’arrangiamento degli archi di Vincenzo Parisi, un incontro fra Fausto Romitelli e Morton Feldman, è un viaggio fatto di soffi, grattati, glissati e indicazioni su come suonare gli archi in una maniera inaspettata e ci accompagna lungo cascate, scivoli, sentieri di cristallo su cui camminare in punta di piedi e squarci di tessuti. La ricerca artistica di Damon, nell’incontro con Parisi, unisce tempi storici diversissimi, fra un certo approccio improvvisativo derivativo del jazz, la musica classica e il linguaggio della contemporanea, una dimensione finora poco esplorata insieme al cantautorato in lingua italiana. L’esecuzione è stata affidata al Trio Cavalazzi, ensemble di musica contemporanea.
La musica di Damon Arabsolgar si dimostra esser fatta per essere ascoltata al buio, con gli occhi chiusi, e conduce altrove, portandoci dal più microscopico dettaglio ad un volo oltre la stratosfera, laddove l’orizzonte si curva e le cose quotidiane perdono di senso. Le strutture sono sempre imprevedibili eppure non lasciano mai disorientati, accompagnando per mano l’ascoltatore in un vero e proprio viaggio da cui ci si risveglia diversi, come dopo un lungo sogno rivelatore.
foto di Ginevra Battaglia
“Nitida” nasce, come molte mie canzoni, dall’incontro di due poesie. La prima associa l’invecchiamento di mio padre al lutto che stavo provando nel perdere i possibili futuri che avevamo immaginato insieme, la seconda invece è un’istantanea di una domenica mattina di primavera, passata ad osservarla mentre dorme, per cogliere il preciso istante in cui avrebbe aperto gli occhi e la luce che entrava dalla finestra le avrebbe attraversato le iridi, rendendole trasparenti.
Il giorno in cui abbiamo registrato gli archi è stato un giorno speciale e durante la loro prima e definitiva esecuzione, tremavo. Quello che avevo vissuto in quei quattro anni, racchiusi in quella canzone, trovava finalmente un corpo e mi lasciava per sempre.
In quel momento mi sono sentito libero e felice, circondato da amici e fratelli, amanti, compagni di una vita che vale la pena di essere vissuta intensamente in ogni sua sfumatura, dalla depressione più inestricabile alla gioia più estatica.
Per questa esperienza devo ringraziare innanzitutto Giacomo Carlone, mio produttore e amico, un’anima sensibile e paziente, senza la cui competenza e coraggio non avrei mai finito questo lavoro e Vincenzo Parisi, per aver scritto un arrangiamento di archi che è un piccolo miracolo e per il supporto dei rispettivi percorsi artistici in cui abbiamo creduto anche nei momenti più bui, ben prima che riuscissimo a rendere i nostri sogni reali.
Un ultimo ringraziamento va a Simone Coen, Ginevra Battaglia, Alessio, Andrea ed Elisa Cavalazzi, Francesco Sciurti.
(Damon Arabsolgar)
foto di Ginevra Battaglia
BIO:
Damon Arabsolgar è poeta, compositore, autore, produttore e performer.
Da piccolo, ha cominciato a scrivere e registrare canzoni su cassette magnetiche e non ha mai smesso, spinto dalla necessità di rimanere da solo con il suo pianoforte per dar voce, in maniera puramente istintiva, alla sua parte più vulnerabile e sincera. Parallelamente alla sua intensa attività live con il duo MOMBAO, negli ultimi sei anni ha segretamente lavorato alla scrittura del suo progetto solista, in cui Damon torna alla sua natura più intima e cantautorale. Decide di usare per la prima volta il suo nome di battesimo solamente ora, per pubblicare del materiale profondamente personale realizzato con un senso di urgenza e bisogno di catarsi.
Le sue canzoni sono oceaniche e siderali, parlano di amore e separazione e nascono come gesti quasi involontari, un’emersione inconsapevole di immagini, come poesie veggenti in grado di dar voce a parti sommerse di sé, prevedere il futuro. Il materiale era basato inizialmente su voce e pianoforte e solo successivamente è stato ampliato insieme al suo produttore, Giacomo Carlone (Abe, Angelica, Dadasutra, Checco Curci, Egokid) introducendo sintetizzatori modulari, prese dirette, batterie, chitarre e arrangiamenti per archi di musica contemporanea, scritti dal compositore Vincenzo Parisi (1° Premio al Concorso di Composizione del Conservatorio Verdi di Milano, il 1° Premio al Concorso Internazionale di Composizione Jorge Peixinho in Portogallo, vincitore della Call For Scores 2021 indetta dalla Collana Discografica 19’40” fondata da Enrico Gabrielli) e suonati dal Trio Cavalazzi (Elisa Toffoli, Dardust)
Le sue influenze spaziano da Patrick Watson a Luigi Tenco, da Andrea Laszlo de Simone ai Radiohead, da Arvo Pärt ai Big Thief, passando per Nils Frahm, Nick Cave, Emma Ruth Rundle, Daniel Blumberg, Tamino, Sparklehorse e i The Microphones. In combinazione con la sua voce, il pianoforte di Damon crea una sorta di intimità, come se fossimo seduti accanto a lui la notte, mentre ci sussurra ballate malinconiche ed esperienze spirituali, catturando l’imperfezione e la vulnerabilità dell’umanità.
Da sempre artista multidisciplinare e poliedrico, nel corso degli ultimi quindici anni, con i suoi progetti paralleli (MOMBAO), ha rilasciato tre LP e quattro EP, suonando in tutta Italia, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Marocco e Russia e calcando alcuni dei più importanti palchi nazionali (Carroponte, BASE, Magnolia, Jazzmi, TPO, Arcellabella) e internazionali (Kino Siska, MENT Festival). Con i MOMBAO ha inoltre anche partecipato all’edizione di X-Factor 2021.
Produce colonne sonore sotto il nome CAVALLIPAZZI insieme a Giacomo Carlone, ed è attualmente artista associato di BASE Milano con cui collabora per progettualità triennali e curatela di una parte di FAROUT, festival di arti performative.