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Pop

Le 5 cose preferite di Antonio McFly Morelli

Fuori dal 13 gennaio “By The Night”, il nuovo EP di Antonio McFly Morelli. Nel disco si alternano tracce cantante e strumentali accompagnate da musica funk, jazz e chillout in chiave urban lo-fi.

Le canzoni di “By The Night” ruotano attorno al tema centrale della notte. Ognuna di loro ha uno stile diverso ma sono tutte accomunate dal racconto di pensieri e vissuti che si avvicendano nel cuore della notte. Melodie diverse legate però dallo stile unico di Antonio McFly Morelli. L’artista riesce a tenerle unite tra loro grazie a questo fil rouge elettronico smorzato da toni lo-fi.

Per conoscerlo meglio, non potevamo che chiedergli quali fossero le sue cinque cose preferite.

I gatti

Trovo che siano animali straordinari: intelligenti, scaltri, simpatici ed estremamente empatici. Vivo con due gatti che ormai fanno parte della mia vita e mi sono di grande compagnia in ogni momento della giornata. Uno dei due ha addirittura una cuccia tutta sua nel mio studio e posso dire che prende parte insieme a me alla creazione dei miei brani.

Leggere

È una passione che ho riscoperto da qualche anno a questa parte perché, per vari motivi, mi era stata fatta quasi detestare. Leggo principalmente romanzi di fantascienza o comunque di avventura ma soprattutto mi sono scoperto un appassionato lettore di fumetti. Probabilmente la cultura “pop” dei cinecomic ha fatto avvicinare anche persone come me a questo mondo e sono rimasto letteralmente folgorato, tanto da preferire adesso la versione originale cartacea alla controparte cinematografica; la caratterizzazione dei personaggi, i disegni ma soprattutto le trame spesso articolate e complesse. Tutto questo mondo ha influenzato e continua ad influenzare le mie creazioni. Per fare un esempio, le ambientazioni di fumetti come Daredevil o Moon Knight di Marvel Comics sono principalmente urbane e soprattutto notturne.

Una serata con gli amici

Dopo un’intensa settimana di lavoro, prove, studio e chi più ne ha più ne metta, passare una serata spensierata con gli amici è la migliore medicina che possa esserci. Ho la fortuna di avere amici “nerd” tanto quanto me, quindi posso condividere con loro la mia passione per i giochi da tavolo e per i videogiochi. In ogni caso comunque, al di là del gioco in sé per sé come dico spesso, a me piace l’esperienza della condivisione del tempo passato insieme. Ultimamente una delle mie serate “tipo” è diventata quella NBA 2K, dove posso conciliare la mia passione per il mondo videoludico con quello per la pallacanestro.

La Pielle Livorno

Sono un grande appassionato di pallacanestro, in particolare della squadra della mia città la “Pielle Livorno”. Sono letteralmente nato con i colori bianco blu, colori sociali di quella che originariamente si chiamava Pallacanestro Livorno (abbreviato “PL”) in quanto i miei genitori, prima ancora che nascessi, frequentavano regolarmente il palazzetto. Negli ultimi dieci anni mi sono riavvicinato al mondo “Pielle”, ribattezzata così dopo la rifondazione partendo dalle serie minori interregionali fino a tornare nei campionati nazionali. Ho avuto la fortuna di vivere questo momento di rinascita della pallacanestro livornese che ha vissuto negli anni ’80 il suo apice con addirittura due squadre in serie A1. Proprio questo dualismo vive ancora oggi e la stracittadina di basket è uno degli eventi sportivi più chiacchierati anche a livello nazionale. In casa ho bandiere, sciarpe, cappellini, il giorno che si gioca in casa è “quel giorno”: quando è ora di uscire mi metto la felpa della curva sud, prendo la sciarpa ed esco cantando “che bello / è quando esco di casa / per andare al palazzo / a tifare Pielle”. 

BASKET PIELLE VS HERONS MONTECATINI D 14-04-2024

La musica

Come si suol dire: “last but not least” non posso che citare la musica. Adoro mettermi sul divano far partire nello stereo un disco e godermelo dall’inizio alla fine, che sia CD o vinile. Avendo la fortuna di studiare musica e vivere con una persona musicista che condivide questa passione come me, posso dire di godere di questo mondo a 360 gradi: che si parli di composizione, storia, opinioni oppure, più semplicemente, tramite l’ascolto dal vivo o su supporto. Spesso mi rendo conto, soprattutto quando ne parlo con altre persone, che potrei parlare di musica per ore senza che neanche me ne renda conto, è la mia passione più grande prima ancora come ascoltatore che come creatore.

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Comunicato stampa Pop rock

Millefiori x Saphe è il feat. che dovresti ascoltare

“RVMORE” è il nuovo singolo di Millefiori x Saphe, uscito venerdì 31 gennaio 2025. Con i precedenti singoli Saphe ci aveva già abituato a toccare tematiche complesse con grande sensibilità, questa nuova traccia in combo con Millefiori non fa eccezione. Empatia ed intensità, da ascoltare in loop.

Foto: Michele Raffoni

Queste le parole con le quali il duo presenta la canzone:
«”RVMORE” nasce dall’incontro di due percorsi, quelli di Saphe e Millefiori, che in due ruoli diversi affrontano la realtà del disturbo di personalità borderline. Il brano prescinde dalla prospettiva di chi ha il disturbo e di chi invece lo vive come partner e sostenitore.
I due punti di vista si fondono a favore di un’intesa reciproca che regna suprema. È un racconto di bisogno di compromessi, di riguardo e di comprensione, una comprensione che da sola ha la capacità di silenziare i rumori del mondo. Entrambi fungono da silenziatore per l’altro, come se, anche durante gli spari e le esplosioni, siano pronti ad accusare il colpo, con la consapevolezza che il gesto verrà ricambiato nel corso del tempo.
“RVMORE” è un’attenzione per l’altro che è curativa, necessaria, alla pari.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Saphe incarna la lotta per l’autenticità. È il grido rivoluzionario di abbracciare i sentimenti senza timore, in un mondo frenetico che ci spinge alla repressione emotiva. Il suo sound alternative ha sfumature hardcore, accompagnate da testi introspettivi che rispecchiano una personale dura realtà.
Saphe è l’anima ribelle che sfida le convenzioni, desiderosa di strappare un “ti voglio bene” dai padri della vecchia generazione.

Millefiori è un artista che si è imposto fin da subito nel panorama alternative e punk italiano, catturando le sfumature di problemi e relazioni personali e scrivendone in maniera sincera.
Già dal primo singolo è stato selezionato per far parte delle playlist editoriali di Spotify: “Ragazzo Triste”, “Sangue Giovane” e “New Music Friday”.

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Saphe
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Millefiori
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Fonte: Costello’s Agency

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Pop

Cosa c’è nella camera di Katanino

KATANINO, pseudonimo di Mattia D’Arpa è un cantautore salentino che si cimenta a sperimentare insieme al suo compagno di viaggio URLO, pseudonimo di Daniele Spano. I due mescolano stili e generi musicali differenti tanto da non riuscire a etichettare la loro musica. Pubblica il primo singolo “GAETANO” il 21 luglio 2020. Il brano racconta la sensazione di malinconia e rinnovo che si percepisce alla fine di una storia, di un amore, di un’estate.  Nel 2023 presenta il suo progetto musicale durante il festival “La Notte della Malota” aprendo il concerto a Maestro Pellegrini (Zen Circus). Pubblica il nuovo singolo “IO E TE” il 31 Maggio 2024 e segue un tour promozionale suonando sul palco del Sei Festival.

Lo scorso 24 gennaio è uscito su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo del suo progetto: “Vorrei farti del male”, brano descrive la rabbia che rimane dalla fine di una relazione. Abbiamo colto l’occasione per provare a conoscere meglio Katanino attraverso un mini-tour guidato di casa sua. Ecco cosa ci ha mostrato:

Gli anelli: oggetti importanti che porto con me durante i Live. Quello a destra è di mio fratello, vive dall’altra parte d’Italia ed è un modo per averlo vicino. Quello a sinistra mi è stato regalato da un amico una sera in un pub in cui ci siamo incontrati per caso. Non ci vedevamo da un po’. Mi racconta che aveva ascoltato il mio ultimo singolo e che lo aveva colpito tanto.

Supporto per telefono: fa parte della mia routine mattutina. Ogni mattina mentre preparo la colazione poggio il telefono e guardo dei video o ascolto dei podcast, mi aiuta a far partire bene la giornata, può sembrare stupido ma è come un amico fidato che ti aspetta ogni mattina e ti fa compagnia in silenzio.

Chitarra: è lo strumento che mi accompagna nella scrittura e composizione delle mie canzoni. Ho un po’ di chitarre ma questa è sempre la stessa che uso nella fase embrionale delle mie canzoni. È quella più maneggevole, a portata di mano. Apparteneva ad un parente lontano che amava la musica. Mi piace pensare che suonarla lo renda felice.

Fumetto: Ho un po’ di fumetti e libri, quando devo staccare la spina ne scelgo uno, salto in auto e vado al mare. Lo leggo li, mi rilassa un po’ e non mi fa pensare a nulla.

Gli occhiali: Mi è stato detto in alcune occasioni che senza occhiali ho lo sguardo imbarazzato, forse è vero. Gli occhiali mi accompagnano ad ogni concerto, mi tolgono dall’imbarazzo iniziale in cui salgo sul palco e non lasciano trapelare come mi sento.

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Comunicato stampa Pop

Immaginarsi “Altrove” con Silvia Reale

“Altrove” è il nuovo singolo di Silvia Reale, uscito martedì 28 gennaio 2025. Un esordio intrigante, dove la voce vivace della cantante milanese e il groove soul pop della sua band si sposano alla perfezione.

Foto: Gianluca Gerardi

Queste le parole con le quali l’artista presenta la canzone:
«Ispirata ad uno scatto di Robert Doisneau del 1955 “1,2,3,4,5” e dalla raccolta di poesie di Patrizia Cavalli contenuta nel libro “Pigre Divinità e Pigra Sorte”, la traccia racconta della difficoltà di reagire per trovare un Altrove in cui proiettarsi e immaginarsi per andare oltre, dell’immobilità e dello sforzo di rialzarsi, della confusione nel cuore e nella testa generata dalle relazioni ambigue; confusione evocata dal netto contrasto generato da sonorità fresche e leggere che riportano a una sensazione di spensieratezza.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Se Silvia Reale fosse un colore sarebbe il giallo, se fosse un elemento sarebbe l’aria, se fosse un pianeta sarebbe la Luna.
La sua voce inconfondibile, talvolta energica e grintosa, talvolta ariosa e delicata, è lo strumento che ha scelto per aprire le porte verso la sua interiorità. Le parole che sceglie nelle sue canzoni risuonano, giocano e si legano per esprimere concetti profondi e veri: come indossare un paio di occhiali e vedere il mondo dal suo punto di vista. Le melodie sono ricercate e il sound è carico di tutti i generi che l’hanno attraversata: il soul, il funk, l’r&b e il blues.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

“COMFORT” è l’LP d’esordio dei LEGRU

“COMFORT” è il nuovo album dei LEGRU, uscito venerdì 31 gennaio 2025. Dopo una manciata di singoli, la band comasca sforna il disco di debutto: un lavoro composito e convincente, in grado di narrare le incertezze che caratterizzano diverse generazioni.

Foto: Manitu Studio

Queste le parole con le quali il trio presenta il disco:
«COMFORT non è solo un titolo, è uno stato d’animo.
Il disco esplora le profondità dell’immobilismo emotivo, dove le insicurezze si trasformano in un rifugio e dove il disagio generazionale diventa un linguaggio universale. Ogni traccia è un frammento di questa zona di comfort: una culla che consola e un recinto che intrappola.
I testi parlano di esperienze quotidiane, di amore e raccontano con ironia l’intima lotta tra il bisogno di protezione e la paura di cambiare. Le relazioni, il mondo esterno, la propria immagine riflessa: tutto è messo in discussione, ma niente trova una risposta definitiva.
Musicalmente, COMFORT è un viaggio che fonde l’indie pop con la tensione del punk e la fluidità dell’urban. Gli effetti vocali diventano uno specchio deformante, amplificando l’eco di quelle emozioni che spesso restano intrappolate.
È un disco che parla di sospensione e immobilità, ma lo fa muovendosi continuamente tra suoni e parole. Un invito a confrontarsi con le proprie contraddizioni, perché forse, in fondo, la vera comfort zone è imparare a conviverci. Ma quanto possiamo restare fermi prima di doverci muovere?»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
LEGRU è un progetto nato nel 2022 a Como e formato da Nick, Teo e Alba.
Il loro sound è un mix di sonorità elettroniche, tappeti ritmici ed effetti voce: anima pop, cuore punk, atmosfere urban.
Dopo una prima fase di scrittura ed attività live nei dintorni di provincia, nel 2023 la band inizia la produzione e registrazione a Livorno del primo LP insieme al producer Andrea Pachetti (Zen Circus, Emma Nolde, Brunori Sas, Dente).
Nel 2024 la band entra a far parte del roster di Costello Agency.
Nel 2025, dopo aver pubblicato quattro singoli, la band presenta il suo primo LP “COMFORT”, un album eclettico di 8 tracce in cui l’indie pop si fonde con la tensione del punk e la fluidità dell’elettronica.

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Fonte: Costello’s Agency

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Pop

Foolish But Not Alone torna con “Getting Sick”, il nuovo singolo e video che racconta il caos interiore, l’incertezza e il bisogno di trovare un equilibrio

Dietro questo progetto solista c’è un artista che si definisce introverso e nerd, con una passione per il pop punk, gli stickers e l’arte in tutte le sue forme. La sua musica è una fusione di emozioni crude e sonorità che richiamano la scena alternative, con un’attenzione particolare alla libertà espressiva.

“Getting Sick” non è stato un brano semplice da realizzare. Due anni di lavoro, ripensamenti e un blocco creativo lo hanno messo alla prova, ma alla fine ha trovato il coraggio di chiuderlo, accettando le proprie imperfezioni e lasciandosi andare. Il risultato è un pezzo che parla di quel senso di smarrimento che tutti, prima o poi, affrontiamo.

Anche il video segue questa linea tematica, mostrando quanto sia normale sentirsi sopraffatti e senza stimoli. Il messaggio? È possibile ripartire da zero, superare i momenti bui e trovare una nuova strada.

Ciao, ci racconti qualcosa di te?

Che dire, sono introverso, un po’ strano.

Sempre alla ricerca di qualcosa che non so nemmeno io cosa sia. Mi definirei un tipo nerd, con la passione per la pizza, gli stickers e il pop punk. Ma quello che amo davvero è l’arte, in tutte le sue forme. Ad esempio Pollock è il mio artista preferito, anche se molte persone non riescono a vedere nulla nelle sue opere. Eppure, in quel caos di linee e colori, io ci vedo il mio stesso caos.

Come è nata l’idea di iniziare un progetto solista?

Avevo bisogno di prendere le redini su un progetto dove il potere decisionale era solo ed esclusivamente mio, soprattutto se si parla di esibizioni dal vivo, cosa che in una band con elementi fissi diventa difficile da gestire a volte. È anche un modo per mettermi a nudo e iniziare a uscire un po’ dalla comfort zone.

Quanto tempo ci hai messo per completare “Getting Sick”?

Questo brano credo sia uno dei pochissimi brani che mi ha davvero fatto impazzire. Ci ho messo circa 2 anni, continuavo a fare e disfare in continuazione, non ero mai convinto. Scrivevo una parte e poi la lasciavo lì per mesi, ero in crisi, in una fase di vuoto creativo che mi perseguitava.

Qual è stata la parte più difficile da scrivere o comporre?

Tutta la struttura di per sé a livello compositivo è stata difficile perché pretendevo sempre di più da me stesso e nulla mi convinceva abbastanza. Ci ho messo un po’ ad essere meno severo e chiudere il pezzo.

Qual è il messaggio che il video vuole trasmettere?Che è assolutamente normale sentirsi completamente in sbattimento, confusi, privi di stimoli. L’importante è capire i propri limiti, scrollarsi tutto da dosso e ricominciare da capo, le cose alla fine si sistemano sempre e molto spesso in meglio. 

Foolish But Not Alone torna con “Getting Sick“, il nuovo singolo e video che racconta il caos interiore, l’incertezza e il bisogno di trovare un equilibrio.

Dietro questo progetto solista c’è un artista che si definisce introverso e nerd, con una passione per il pop punk, gli stickers e l’arte in tutte le sue forme. La sua musica è una fusione di emozioni crude e sonorità che richiamano la scena alternative, con un’attenzione particolare alla libertà espressiva.

“Getting Sick” non è stato un brano semplice da realizzare. Due anni di lavoro, ripensamenti e un blocco creativo lo hanno messo alla prova, ma alla fine ha trovato il coraggio di chiuderlo, accettando le proprie imperfezioni e lasciandosi andare. Il risultato è un pezzo che parla di quel senso di smarrimento che tutti, prima o poi, affrontiamo.

Anche il video segue questa linea tematica, mostrando quanto sia normale sentirsi sopraffatti e senza stimoli. Il messaggio? È possibile ripartire da zero, superare i momenti bui e trovare una nuova strada.

Ciao, ci racconti qualcosa di te?

Che dire, sono introverso, un po’ strano.

Sempre alla ricerca di qualcosa che non so nemmeno io cosa sia. Mi definirei un tipo nerd, con la passione per la pizza, gli stickers e il pop punk. Ma quello che amo davvero è l’arte, in tutte le sue forme. Ad esempio Pollock è il mio artista preferito, anche se molte persone non riescono a vedere nulla nelle sue opere. Eppure, in quel caos di linee e colori, io ci vedo il mio stesso caos.

Come è nata l’idea di iniziare un progetto solista?

Avevo bisogno di prendere le redini su un progetto dove il potere decisionale era solo ed esclusivamente mio, soprattutto se si parla di esibizioni dal vivo, cosa che in una band con elementi fissi diventa difficile da gestire a volte. È anche un modo per mettermi a nudo e iniziare a uscire un po’ dalla comfort zone.

Quanto tempo ci hai messo per completare “Getting Sick”?

Questo brano credo sia uno dei pochissimi brani che mi ha davvero fatto impazzire. Ci ho messo circa 2 anni, continuavo a fare e disfare in continuazione, non ero mai convinto. Scrivevo una parte e poi la lasciavo lì per mesi, ero in crisi, in una fase di vuoto creativo che mi perseguitava.

Qual è stata la parte più difficile da scrivere o comporre?

Tutta la struttura di per sé a livello compositivo è stata difficile perché pretendevo sempre di più da me stesso e nulla mi convinceva abbastanza. Ci ho messo un po’ ad essere meno severo e chiudere il pezzo.

Qual è il messaggio che il video vuole trasmettere?Che è assolutamente normale sentirsi completamente in sbattimento, confusi, privi di stimoli. L’importante è capire i propri limiti, scrollarsi tutto da dosso e ricominciare da capo, le cose alla fine si sistemano sempre e molto spesso in meglio. 

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Comunicato stampa Elettronica Pop

SUPERTELE e gli anni ’90: quando la techno alleviava ogni dolore

“BOOSTER” è il nuovo singolo di SUPERTELE, uscito venerdì 24 gennaio 2025. Il musicista lombardo sale sullo scooter come negli anni d’oro e tira fuori la sua anima più danzereccia, sfornando una hit electro dirompente.

Foto: Enrico Luoni
Art direction: Nicolò Bruno

Queste le parole con le quali l’artista presenta la canzone:
«La canzone è un inno malinconico e ironico sulla gioventù perduta e sui rimpianti di un amore che non ha trovato la sua strada. Attraverso immagini vivide e surreali, come viaggi improbabili in Giappone o Corea del Nord in motorino, l’autore intreccia ricordi dolci-amari con riflessioni sulla crescita e sull’inevitabile scorrere del tempo.
I temi centrali sono il senso di disillusione e la nostalgia per un passato vibrante, rappresentato simbolicamente dal “booster” e dal “pusher” della gioventù, figure metaforiche che oggi sembrano spegnersi. La techno, con il suo ritmo ipnotico e liberatorio, diventa un rifugio e una cura temporanea per le ferite emotive, simboleggiando il desiderio di sentirsi ancora vivi e in connessione.
Il brano cattura il contrasto tra l’energia del passato e l’alienazione del presente, portando alla luce il desiderio di riprendersi quel tempo perduto, anche solo per una notte di musica, sogni e vibrazioni condivise.
La musica intreccia ritmi elettronici trascinanti con linee melodiche essenziali, evocando un senso di movimento e desiderio, creando un equilibrio tra energia danzereccia e introspezione. Le sonorità, a metà tra techno pulsante e accenti più malinconici, amplificano il senso di viaggio e sospensione, evocando l’incontro tra passato e presente, accompagnano il testo in un crescendo emotivo che alterna euforia e riflessione.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
SUPERTELE inizia a suonare a 10 anni. Da quando ne ha 13 scrive canzoni. Innamorato da adolescente del punk e del grunge suona in una serie di band in giro per la Brianza, Milano e il nord Italia. Con il passare degli anni, amplia il suo orizzonte musicale, sperimentando sonorità più psichedeliche e sperimentali, contaminandole con un approccio cantautorale nei testi.
Durante la pandemia inizia a dedicarsi alla produzione musicale, gettando le basi per il suo progetto solista. In questa seconda vita artistica, mescola sample, suoni catturati dalla vita quotidiana e strumenti vintage, mantenendo lo spirito DIY che ha caratterizzato le sue origini.
Il risultato è un sound ibrido che spazia tra alternative pop e lo-fi, con influenze elettroniche e momenti più ballabili. In questo progetto, SUPERTELE scrive, produce e canta la sua musica, occupandosi anche dell’intera componente visiva.

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Fonte: Costello’s Agency

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Pop

Le 5 cose preferite di Manco

Fuori dal 12 dicembre “Punti Deboli“, il nuovo EP di Manco disponibile su tutti i digital store. Cinque canzoni che si muovono tra le sfumature di di blues-rock, folk, soul e cantautorato. Cinque canzoni che raccontano i punti deboli dell’artista riuscendo a coinvolgere ed emozionare. Storie personali che diventano universali, raccontate ognuna con un sound che spazia tra le varie American Roots collegate tutte da un fil rouge sonoro: la voce dello stesso cantautore e il suo modo di scrivere. Quasi tutti i brani sono usciti come singoli, tranne “Stupidi”, una piccola perla che Manco lascia a chi vuole prendersi un momento per sé. Un brano in acustico: chitarra acustica, rullante, contrabasso e voce.

Ma ogni brano a modo suo lascia il segno. Abbiamo “Mai Abbastanza” e “Sirena” con i ritmi più accattivanti dove si mescolano southern rock, pop e blues. Alternati a canzoni più malinconiche come “Contro di me” e “Proiettile”.

Noi volevamo conoscerlo meglio, e gli abbiamo chiesto quali fossero le sue cinque cose preferite.

Ariel Posen

 Da quando ho scoperto questo ragazzo, mi sono innamorato. Un chitarrista pazzesco, una ricerca nel suono esagerata, tocco, classe, gusto. E poi…scrive e canta in una maniera elegante, con un chitarrismo presente ma mai ingombrante, al servizio delle canzoni. Un blend stupendo tutti i generi che adoro, con la chitarra sempre al centro, ma mai scontata. Ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona, ed è anche una persona super umile e amichevole. Da un po’ di anni mi piace quasi da esserne ossessionato.



Videogames

Sono un nerdone e adoro giocare ai videogames. Non sono un gamer professionista, se vogliamo così dire, ma ogni volta che ho tempo libero, mi ci perdo. Adoro perdermi in mondi fantastici o storici, le grandi avventure, panormai o ambientazioni. In questa foto ci sono alcuni dei miei giochi preferiti dell’ultimo decennio: Skyrim, The Witcher 3 Wild Hunt e Red Dead Redemption 2 (il cui protagonista ha ispirato una delle canzoni del mio ultimo EP…pensa te!)



Dungeons & Dragons

Nerdune per nerdume, da quando sono adolescente sono un accanito giocatore di Dungeons & Dragons (ma in generale dei giochi di ruolo). Sedersi li al tavolo con gli amici, crare personaggi di fantasia, con le proprie abilità ma anche debolezze e caratteri, umanità, e costruire insieme un’avventura, o un anche soccombere a maledizioni o sciagure, mi gasa come poche cose al mondo!

 Chitarre

Può suonare scontato, ma adoro le chitarre, esteticamente, per il loro significato nelle mie mani, la varietà di suoni, stili, e anche di estetica, che posso darci. Me ne sono innamorato da piccolissimo, quando io padre mi fece ascoltare per la prima volta Clapton e Santana.


Tolkien

 Ritorniamo al Nerdume. Adoro quest’uomo da quando mi sono avvicinato al fantasy, il pionere del genere. E non solo il Signore degli Anelli, tutto il suo legendarium è vivo e verosimile, ti coinvolge per la sua credibilità, come se fossero le cronache dei miti greci, ma di un mondo fantastico, eroico e avventuroso, dal lui creato, con tanta cura e dentro anche tanta poesia e musica. 

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Pop

Le 5 cose preferite di YPSI

Fuori dal 17 gennaio su tutti i digital store “91”, il nuovo singolo di YPSI. Si tratta di uno dei brani più importanti per il rapper poiché gli ha permesso di vincere il suo primo contest nazionale dove veniva premiata scrittura e profondità del testo. YPSI non è un rapper come gli altri, il suo stile si basa, appunto, su testi coinvolgenti e mai banali. Rime e metafore che ti portano ad affrontare il mondo con un altro punto di vista. In “91” si parla di due anime che si incontrano, ma devono lottare per rimanere insieme.

Uno sguardo più profondo ci porta anche ad una visione più ampia, dove “91” è la nostra capacità di plasmare il mondo in base alle nostre decisioni. Non siamo in balia di un universo, possiamo ottenere quello che vogliamo facendo le giuste decisioni. Il numero 91 è UN NUMERO ANGELICO, rappresenta l’universo che viene ‘plasmato’ in base alle proprie decisioni, affinché una persona possa trovarsi in un preciso punto ad un determinato momento per un determinato scopo. L’ho scritto di notte e non dimenticherò mai che emozioni provavo mentre scrivevo.

Noi non potevamo conoscerlo meglio di così, chiedendogli quali fossero le sue cinque cose preferite.

  1. AMO IL RAP, L’HIP HOP

Da quando ero piccolo sono cresciuto ascoltando rap,  l’hiphop mi è stato vicino nella mia crescita e mi ha tenuto compagnia. Non posso mai dimenticare un pomeriggio estivo di quando avevo 7 anni, e stavano dando in tv il film ‘8 Mile’ con eminem, su mtv. Così ho iniziato a documentarmi, fare ricerche, ho iniziato a crescere ascoltando rap ed ho capito che sentivo mio questo percorso.  L’hiphop è stato come un padre per me,  mi ha insegnato cosa è giusto, cosa è sbagliato, come girava il mondo fuori la finestra della mia camera. Così iniziai il mio percorso come beatboxer, e successivamente il mio approccio alla scrittura di testi, e quindi al rap. Ad oggi sono 15 anni che pratico beatbox professionale, e sono 10 anni che ho abbracciato il rap.

2) AMO LA POESIA

Una delle cose che amo fare è la lettura di Poesie. Mi piace pensare alla Poesia un po’ come alla nonna del rap moderno, perché abbraccia metrica, battitura, sonorità, lirica. Concetti che sono sempre stati ripresi dal rap, fin da quando è nato. Quando ero piccolo poi, a mia nonna piacevano davvero molto le poesie, posso dire che è stata lei in qualche modo a passarmi questa grande passione. Poi ritengo che leggere è un grande esercizio per una buona successiva scrittura, ci consente di migliorare il lessico, e per quanto mi riguarda ho migliorato molto sulla scrittura dei miei testi grazie alle poesie.

‘91’, il mio singolo uscito il 17 gennaio, vincitore di un contest nazionale basato sulla scrittura del rap principalmente, è frutto anche di ore passate a leggere e non solo quindi di applicazione della scrittura. Tra l’altro, 91 l’ho scritta anche prendendo spunto dal 91esimo sonetto del grande Shakespeare:

Vi è chi vanta la propria nascita, chi l’ingegno,
chi la ricchezza, chi la forza fisica,
chi il vestire alla moda anche se stravagante,
chi vanta falchi e cani e chi i cavalli.

Qui ho pensato di contestualizzare questo scritto all’era moderna, in quanto oggi tutti vogliono mostrarsi per un proprio talento o un priprio vanto, cercando la differenza gli uni con gli altri.


ma queste piccolezze non s’addicon al mio metro:
io tutte le miglioro in un solo immenso bene.
Per me il tuo amore è meglio di nobili natali,
più ricco della ricchezza, più fiero dell’eleganza,
di maggior diletto dei falchi o dei cavalli
e avendo te, di ogni vanto umano io mi glorio.
sfortunato solo in questo, che tu puoi togliermi
ogni cosa e far di me l’essere più misero.

Volendo contestualizzare questo scritto, l’amore che ho per la persona che ho difronte vale molto più di qualsiasi piccolo ‘vanto’ di cui io mi possa vantare. Dato che 91 parla di due anime che non si incontrano sul cammino, e di quanto in prima persona io abbia sofferto, mi ci sono ritrovato molto nel concetto di shakespeare del suo 91.

3) AMO IL WRESTLING

Il wrestling è uno sport che si avvicina veramente tanto alla mia idea di hip hop. Un wrestler deve saper combattere, e non solo, deve saper anche intrattenere, saper comunicare nel modo giusto ad un pubblico e deve sapersi comportare nel modo giusto o nel modo sbagliato. La pratica del parlare ad un pubblico da parte di un wreslter viene definita ‘promo’. In un promo un wresler parla dei propri pensieri, dei propri ideali, delle proprie decisioni, di cosa lo fa arrabbiare, ed in qualche modo provare emozioni che poi il pubblico può o meno capire e può o meno percepire come giuste o sbagliate, contemporaneamente al fatto che un wresler deve mantenere anche un proprio status, una cintura titolata, una vittoria in un match difficile.

Quello che fa un wresltler davanti ad un pubblico, non è tanto diverso rispetto a ciò che fa un rapper. Anche un rapper, emergente nel mio caso, deve combattere, deve saper parlare, deve saper comunicare e deve saper far provare emozioni a chi lo ascolta.

Mi rivedo davvero tanto in un wrestler che si chiama CMPUNK.

Che combatte sempre per ciò che ritiene giusto, che ha sempre voluto cambiare le cose andando contro ‘i poteri forti’, che ha sempre voluto dimostrare di essere il migliore non abbassando la testa difronte a nessuno. Ed è ciò che voglio comunicare attraverso la mia musica.

Ho citato anche CMPUNK in un mio singolo, che si chiama ‘mai come loro’, come tributo verso ciò che lui rappresenta e per ciò in cui mi ci rivedo.

4) AMO VEDER TRIONFARE IL BENE

Una cosa in cui mi ci sono sempre ritrovato, è voler vedere il trionfo del bene sul male. In tutte le sue forme. Un trionfo sulle ingiustizie, un trionfo sulle violenze, un trionfo sugli abusi, un trionfo su ciò che avvelena questo mondo.

Mi sono sempre schierato dalla parte di chi ha subito delle ingiustizie, per poterlo difendere e per poter aiutare nel mio piccolo un mondo che è poco avanti sotto determinate tematiche. Lo facevo a scuola, da piccolo, durante l’adolescenza, e lo faccio anche adesso con la mia musica.

PANIC ROOM, il mio primo album del 2024, parla anche di queste tematiche, e di come con la giusta comunicazione attraverso le mie parole, attraverso le parole e gli occhi di un artista, possono essere sconfitti quei demoni che oggi chiamiamo col nome di guerra, razzismo, carestia, ingiustizia e violenza. Uno degli artisti da cui ho sempre tratto maggiore ispirazione, è Jahseh Onfroy A.K.A XXXTENTACION. Ed è stato un rapper e cantante statunitense purtroppo spezzato troppo presto, che mi ha colpito sia dal punto di vista musicale in quanto attualmente uno dei pochi artisti a livello mondiale che possiedono un disco di diamante, ma soprattutto per le tematiche profonde che tocca all’interno dei suoi testi. Contro la violenza, contro il razzismo di genere, continuamente in lotta contro i demoni che ho citato prima in panic room.

Uno di quegli artisti che all’interno dei video con i fan o nelle interviste, ha sempre detto di credere nei propri sogni e che una persona può davvero fare la differenza in questo mondo. Io cercherò di seguire le sue orme.

5) AMO LA MIA FAMILY

Riallacciandomi al quarto punto, anche io cerco di comunicare messaggi positivi alle persone che mi seguono. Lo faccio attraverso i miei canali tiktok, youtube, instagram e twitch dove amo mostrare il mio talento nel rap e nel beatbox anche in live. Ho costruito da 0 una grande family, oggi siamo quasi 180mila persone su tiktok e non posso che esserne super felice e super orgoglioso. Voglio dimostrare chi sono, e voglio essere un fratello maggiore per tutte le persone che mi guardano e possono sentirsi meno sole.

Da parte mia c’è sempre stato massimo rispetto verso la cultura hiphop, e verso un mondo che cercerò nel mio piccolo di migliorare giorno per giorno.

Una persona può davvero fare la differenza secondo me.

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Comunicato stampa Indie rock

Adult Matters non smette di emozionarci

“Superman” è il nuovo singolo di Adult Matters, uscito martedì 21 gennaio 2025 via Costello’s Records / Wires Records. Una ballata cruciale per definire la poetica del nuovo disco del musicista, in uscita il prossimo mese. Una traccia elegante ma ricca di pathos, con un finale travolgente.

Foto: Simona Catalani

Queste le parole con le quali l’artista presenta la canzone:
«“Superman” è la prima canzone che Luigi ha scritto per questo disco ed è quella che gli ha permesso di addentrarsi all’interno della stesura dell’album.
“Ho scritto questa canzone nel 2021, l’ho iniziata a scrivere mentre ero in tour sulle note del mio iPhone e poi una volta tornato a casa l’ho finita di scrivere. La frase che apre il brano “le cose accadono perché devono accadere e allora perché non accadono mai a me?” l’ho scritta pensando ad una conversazione che pochi giorni prima avevo avuto con una persona. Queste parole, seppur semplici, hanno smosso in me un senso di sconforto notevole: avevo 28 anni, mi sentivo perso, stavano per arrivare i miei 30 e tutti i miei tentativi di avvicinarmi alla vita che sognavo finivano sempre per frantumarsi a causa della mia insoddisfazione ed ero io l’artefice del mio malessere e potevo salvarmi solo da solo. Mentre scrivevo “Superman” ho pensato a tutte le “situationship” che di base sono rimaste a quella forma lì, al perché non fossero andate. Anche in questo caso il mio interlocutore è un uomo a cui io non sono stato in grado di donare amore e nemmeno lui è stato in grado di donarlo a me. A volte bisogna accettare che “nothing is a line”, niente è come credi, come mi ripete spesso una mia cara amica, e le relazioni umane non sono una linea, non puoi controllarle solo perché nella tua testa sembrano perfette. Le persone cambiano, evolvono e con loro cambiano i sentimenti.”
Il finale di “Superman” è pieno di emotività, un’esplosione emotiva non indifferente: ci sono le chitarre, la voce di Luigi, i fiati (Adele Altro al Sax, Beatrice Miniaci al flauto e Marcello Rotondella al clarinetto) che sostengono tutta la rabbia di Luigi.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Adult Matters è il progetto solista di Luigi Bussotti.
Chitarre 90’s, testi onesti e brutali. La sua musica è il diario segreto di una persona queer non binaria.
Luigi cresce con l’indie rock degli anni ’90, Elliott Smith e le cantautrici americane, influenze che segnano profondamente il suo percorso artistico e gli offrono la possibilità di comunicare le proprie emozioni senza filtri. Inizia a scrivere fin da piccolissimo per scappare dalla realtà di provincia, e successivamente si dedica allo studio della chitarra da autodidatta (“ho imparato a suonare la chitarra guardando i live delle mie band preferite su KEXP”).
Nel 2016 registra il suo primo album “Endings” in un home studio. Questo disco, che porta in giro per l’Italia in power trio, gli permette di ritagliarsi un piccolo spazio nella scena bedroom-pop italiana. Nel 2021 esce “Flare Up”, il suo secondo disco, un lavoro di natura lo-fi che suona ininterrottamente in tour per 2 anni con oltre 50 date italiane.
II 21 febbraio 2025 è in uscita il suo terzo disco, pubblicato da Wires Records e Costello’s Records, registrato e suonato al VDSS studio insieme ad un team di musicisti: Anton Sconosciuto, Cecilia Pellegrini, Konstantin Gukov Borisovich, Adele Altro, Beatrice Miniaci e Marcello Rotondella.

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Fonte: Costello’s Records